A luglio, poi, giunse all'orecchio dei Dieci la notizia che il marchese di Bedmar, ambasciatore di Spagna, stava ordendo una congiura contro il governo dotandosi di un'ampia rete di spionaggio. Nella Venezia si giunse dunque alla resa dei conti e, nell'802, il duca Giovanni prese d'assalto Grado, catturando e uccidendo il patriarca, cui succedette il nipote Fortunato. Dall'Ungheria re Stefano, sobillato dagli Orseoli e proclamandosi difensore dei loro diritti, prese a minacciare la Dalmazia veneziana, mentre il cognato di Ottone, divenuto imperatore d'Oriente come Romano III, prese a premere su Venezia per favorirne il ritorno. Alla disperata ricerca di alleati contro i suoi nemici orientali e occidentali, dovendo fronteggiare l'invasione dei Turchi Selgiuchidi, e non avendo ricevuto alcun aiuto da parte di Venezia contro i Normanni, l'imperatore Romano IV Diogene si risolse poi nel 1069 a riconoscere Pietro Cresimiro Re di Croazia e Dalmazia, ponendo così le basi per i futuri conflitti sui possedimenti dalmati di Venezia. La notte del 1º settembre 978, così, Pietro Orseolo fuggì dalla città per ritirarsi in monastero sui Pirenei, dove morì diciannove anni dopo, meritando la canonizzazione da parte della Chiesa cattolica. Il suo dogado venne inaugurato da una nuova sconfitta della flotta veneziana il 4 novembre alla Sapienza. 5-14., 1999 Istoria Della Repubblica Di Venezia in Tempo Della Sacra Lega Contra Maometto IV., E Tre Suoi Successori, Gran Sultani de' Turchi, Volume 1... by Garzoni Pietro from Flipkart.com. Nel 1376, poi, a Costantinopoli i Genovesi favorirono l'avvento al trono di Andronico IV, il quale concesse loro in premio la strategica isola di Tenedo, già promessa dal padre ai Veneziani. Rafforzati dal successo contro la congiura il doge Gradenigo e gli oligarchici rivolsero la loro attenzione a Ferrara, dove nel 1305-1306 il marchese Azzo VIII d'Este ottenne l'invio di rinforzi coi quali avere ragione dei suoi nemici. Ancora scontri navali si ebbero ripetutamente nel 1654. Al grido di Viva San Marco! La storia di Venezia dalle origini alla caduta della Repubblica. L'unico successo fu la creazione del Regno di Cipro a scapito dei Bizantini. Si venne progressivamente a creare ovunque una difficile condizione di convivenza tra le truppe veneziane, gli occupanti francesi e la popolazione locale, mentre la presenza dell'esercito rivoluzionario eccitava gli animi dei simpatizzanti giacobini. Venne dunque eletto doge Giovanni Dandolo, esponente del partito aristocratico, che in quel momento si trovava in Istria, intento a sedare una rivolta. Tra le conseguenze di questo enorme rivolgimento politico vi fu il riconoscimento a Carlo, da parte di papa Adriano, del diritto sul controllo della Venezia e dell'Istria, che il papa stesso riteneva sua proprietà in quanto antiche province dell'Esarcato. Nello stesso anno con Decreto Dogale vengono spostate tutte le fonderie delle vetrerie nell'isola di Murano. Frattanto crebbe la preoccupazione per le imprese esplorative intraprese dal Portogallo, il cui esploratore, Bartolomeo Diaz raggiunse in quello stesso anno il capo di Buona Speranza, estremità meridionale dell'Africa. Le due repubbliche raccolsero quindi tutte le forze di cui disponevano in Oriente, giungendo allo scontro nelle acque di Cipro, dove i Genovesi vennero battuti, consentendo al Tiepolo di bloccare ai rivali le rotte per i mercati levantini. I Venetici - scoraggiati dalle lotte createsi durante il ducato del Monegario - preferirono non ricorrere più alla nomina dei tribuni supervisori[14], cosicché il nuovo duca, libero dal loro controllo e lontano da quello del suo signore, il basileus di Costantinopoli, poté iniziare a configurare il proprio potere con piglio monarchico: su modello degli imperatori bizantini, egli adottò la pratica di associazione al trono del proprio successore designato, prendendosi come collega, o co-Dux, il figlio Giovanni[15]. Storia Della Repubblica Di Venezia Dal Suo Principio Sino Al Giorno D'oggi... (Italian Edition) Durante il brevissimo dogado di Michele Morosini, durato dal 10 giugno al 16 ottobre 1382, Venezia vide crescere con sempre maggior preoccupazione la potenza dei Carraresi, che mossa guerra a Leopoldo III d'Asburgo, ottennero in feudo le piazzeforti di Ceneda, Treviso, Feltre e Belluno. Nel 1363 la crisi veneziana sembrò accentuarsi ulteriormente con lo scoppio della grande rivolta di Candia, che coinvolse, oltre alla nobiltà e alla popolazione greca, gran parte dei coloni veneziani, i quali, gravati dall'eccessiva pressione fiscale, tentarono di rendersi indipendenti dalla madrepatria. Il governo di Teodato dovette far fronte a una situazione di sempre crescente minaccia longobarda: nel 743 Liutprando si impossessò di Cesena e l'esarca Eutichio, sentendosi direttamente minacciato, chiese aiuto a Papa Zaccaria, il quale intercesse presso il re per ottenere la salvezza di Ravenna, avviando al contempo i primi contatti con Pipino, maggiordomo di palazzo del re dei Franchi Childerico III, alla ricerca di alleati in grado di tener testa ai Longobardi. Perdute gran parte delle Cicladi e l'intera isola di Eubea, il 25 gennaio 1479 la Repubblica, esausta e impossibilitata a proseguire l'impari lotta contro lo strapotere ottomano che stava gravemente danneggiando i commerci, firmò infine una pace umiliante. Il 12 aprile 1178, dopo aver promosso una nuova riforma costituzionale che stabiliva un'ulteriore limitazione del potere della Concio nell'elezione ducale, demandata a un nuovo organismo, la Quarantia, eletta da pochi sorteggiati all'interno di un collegio ristretto di maggiorenti, Sebastiano Ziani abdicò. A Lorenzo Priuli succedette il fratello maggiore Girolamo, che dovette affrontare la ripresa degli attriti coi Turchi, i quali nel 1562 iniziarono a pianificare l'invasione di Cipro, cominciando a radunare ingenti forze a Satalieh, sulla costa anatolica rivolta verso Cipro. La successiva pace firmata il 25 maggio 1299 a Milano sotto gli auspici di Matteo Visconti fu assai dura e lasciò infatti strascichi economici sulla classe dei cittadini, già colpita politicamente dalla serrata. Dopo un primo assedio di Costantinopoli da parte dei crociati l'imperatore fuggì e venne ristabilito sul trono Isacco II, il quale il 1º agosto nominò come co-imperatore il figlio Alessio IV, il quale permise ai crociati di svernare alle porte della città, promettendo loro aiuti in primavera per il proseguimento della spedizione. Papa Paolo III offrì aiuto alla Repubblica affidando al genovese Andrea Doria il comando di una flotta cristiana, ma questa, nel 1538 fuggì a Prevesa davanti a quella turca. Nel 1480, poi, i Turchi occuparono nello Ionio le napoletane isole di Santa Maura e Cefalonia, incendiando Otranto e realizzando un porto militare a Valona. STORIA DELLA MIA FUGA DALLE PRIGIONI DELLA REPUBBLICA DI VENEZIA DETTE "LI PIOMBI". Con la dignità ducale venne dunque ricompensato con elezione all'unanimità, all'età di ottantuno anni, il vincitore di Lepanto, Sebastiano Venier, il quale morì però nel 1578, colpito da infarto dopo un incendio che aveva pesantemente danneggiato il Palazzo Ducale. Nel 1211 l'isola di Candia venne suddivisa in feudi, assegnati alle principali famiglie veneziane. Nel 1214 Venezia fu poi in guerra con Padova. Dopo la scoperta da parte dei Dieci di un accordo tra gli Sforza e Maometto II per favorire il rientro in patria di Jacopo Foscari, esiliato a Creta per aver tentato di assassinare un magistrato del Consiglio dei X, il giovane Foscari venne tradotto in città e giustiziato, il 12 gennaio 1457. In quest'epoca si cercò tuttavia di por rimedio, con difficoltà, alla dilagante corruzione statale e a rivitalizzare l'ormai esausta economia nazionale. La decisione provocò ben presto attriti con le popolazioni lagunari, dove vennero a formarsi due opposti partiti: uno filo-franco, capeggiato dal patriarca Giovanni IV, e uno filo-bizantino, capeggiato dai due dogi. La portata della vittoria francese spaventò gli Stati italiani, che, sollecitati da Venezia, che vedeva comparire un temibile avversario ai suoi progetti di egemonia peninsulare, si coalizzarono attorno a papa Alessandro VI nella Lega Santa o Lega di Venezia. In quello stesso anno dovette però subire un'incursione slava che portò al saccheggio di Cittanova. Sconfitto Massimiliano fu costretto a chiedere una tregua. Il 26 agosto 1676 venne eletto Alvise Contarini, sotto il cui dogado si diffusero i caffè: il primo, il caffè Florian venne aperto nel 1683. Poppone, determinato a porre fine al patriarcato rivale, commise crimini disumani incendiando case e chiese, depredando il poco che aveva lasciato nelle incursioni precedenti e distruggendo in segno sacrilego gli altari, tanto da meritarsi la minaccia di scomunica da parte di papa Benedetto IX. *FREE* shipping on qualifying offers. [36] A marzo del 1516 i Veneziani cingono d'assedio gli imperiali ad Asola che sono obbligati a ripiegare verso il Tirolo. Il problema maggiore del dogato, l'eccessiva autonomia dei coloni veneziani a Costantinopoli, tornò presto a ripresentarsi e nel 1224 addirittura qualcuno propose di trasferire la capitale da Venezia alla città bizantina, proposta che non passò per un solo voto. Il vento rivoluzionario proveniente dalla Francia, tuttavia, si diffuse ugualmente in Europa, giungendo anche a Venezia, dove la vita pubblica veneziana venne agitata da travagli politici interni, provocati dalle nuove idee. Durante il dogado di Francesco Erizzo iniziarono nuovamente ad acuirsi le tensioni coi Turchi e i loro alleati Barbareschi: nel 1638 una flotta di velieri veneziani si scontrò infatti nei pressi di Valona, porto militare ottomano nell'Adriatico, con una squadra di pirati barbareschi che tentavano di penetrare nel Golfo di Venezia. Nuovo doge venne eletto l'altro figlio di Vitale, Ordelaffo Falier. Gli elettori nominarono doge proprio Sebastiano Ziani, il quale promosse una riforma del Consilium Sapientium, che venne trasformato in assemblea sovrana col nome di Maggior Consiglio, con durata annuale. Notice: Due to building closures, requests will take approximately 2 weeks to fill. Capitano Generale da Mar venne nominato Francesco Morosini, ultimo difensore di Candia, mentre il bailo veneziano a Costantinopoli abbandonava in fretta la città: per la prima e unica volta fu Venezia a dichiarare guerra alla Sublime Porta. Dopo l'insignificante e brevissima reggenza di Galla Gaulo, terminata nel 756, seguì quella di Domenico Monegario. In questo periodo che si venne sviluppando il sistema di famiglie patrizie in concorrenza per il potere (segno ne sono le frequenti rivolte e deposizioni dei "Dogi", tonsurati, accecati ed esiliati), nucleo della futura oligarchia mercantile a capo dello Stato.Nell'842 la flotta veneziana viene sconfitta dai Saraceni nei pressi di Sansego. Dopodiché elesse doge proprio il Flabanico, che venne mandato a richiamare in città. Free Shipping. Il 21 aprile 1607, tramite la mediazione francese, si giunse infine a un accordo: la consegna dei due ecclesiastici arrestati alla Francia in cambio della revoca dell'interdetto. Nel 1540 venne siglata la pace coi Turchi, che costò a Venezia 300.000 ducati. L'anno successivo, 741, Eutichio riprese la città con l'aiuto del magister militum Gioviano Cepanico, che venne in cambio nominato Ipato. Nonostante i successi della Lega esplosero però dissidi tra Venezia e l'Imperatore, che si rifiutava di consegnare le città venete in suo possesso. Il papa giunse a offrire il suo trono al sovrano francese Carlo VIII di Valois. Questi però, dopo gli iniziali successi sui Veneziani con la Battaglia del Monte di Brianza e di Caravaggio si rivoltò contro la Repubblica Ambrosiana venendo sconfitto a Cantù e Asso e prendendo Milano il 22 marzo 1450, dopo un lungo assedio, e diventandone nuovo duca. Il 30 giugno 1741 vestì il corno ducale Pietro Grimani, durante il cui dogato, grazie alle sovvenzioni statali e alla protezione dogale, si ebbe un notevole sviluppo dell'attività culturale e artistica. Frattanto, la guerra coi Normanni procedette tuttavia con operazioni navali e terrestri non favorevoli agli alleati veneto-bizantini e ben presto la posizione del Selvo, divenuto inviso per la sua aspirazione all'ereditarietà del ducato, si fece insostenibile e, nel 1084, il doge venne destituito, tonsurato e rinchiuso in convento. Dal canto suo il Portogallo ordinò a Vasco de Gama di lasciare stabilmente parte della flotta a difesa dello sbocco del mar Rosso, per bloccare i commerci egiziani. Il doge morì nel 1778 mentre una nuova spedizione punitiva veniva condotta contro Tripoli. L'atto irritò profondamente il nuovo pontefice, il genovese Giulio II, il quale, imprigionato il Borgia, intendeva ristabilire il possesso pontificio di quelle terre. Il 7 gennaio 1414 venne eletto doge Tommaso Mocenigo e nel 1416 viene inviato Pietro Loredan a Gallipoli per aprire il dialogo con il nuovo sultano Mehmet I. Venuta a conoscenza solo il 5 ottobre dell'accaduto, la flotta della Lega mosse a intercettare quella ottomana, scontrandosi con essa nel giorno di domenica 7 ottobre nella battaglia di Lepanto e annientandola completamente. "Sacro Macello", la guerriglia uscocca venne definitivamente debellata, ponendo al contempo fine alla guerra con Napoli. Al doge veneziano venne assegnato il titolo di Dominus quartae partis et dimidiae totius Imperii Romaniae ("Signore di un quarto e mezzo dell'Impero Romano d'Oriente"), oltre che la facoltà di nominare il Patriarca latino di Costantinopoli e i tre ottavi della città di Costantinopoli. Nuova serie: acquista su IBS a 38.00€! Il sovrano franco attaccò dunque il Ducato dalla terra e dal mare con l'intenzione di annetterlo definitivamente. Il provvedimenti presi dal Governo contro i tumulti non fecero altro che provocare nuovi scontri nella zona di Rialto, roccaforte dei popolari. Inizialmente, infatti, l'imperatore Ottone II rinnovò i privilegi commerciali che già erano stati siglati con molti dogi, il giorno 7 giugno 983. Al ritorno a Venezia, nel 1001, il doge accolse in visita l'imperatore Ottone, che ne tenne a battesimo la figlia, poi, l'anno successivo, 1002, intervenne in soccorso dei bizantini, assediati dai saraceni a Bari liberando la città, mentre a Verona, il nuovo imperatore di Germania, Enrico II il Santo, teneva a battesimo il figlio minore di Pietro II, che assunse il nome di Enrico Orseolo. Il 4 gennaio 1329 divenne doge Francesco Dandolo. Nel sud dell'Italia, frattanto, i normanni Altavilla cominciarono a rivolgere il proprio interesse all'Adriatico e alla Grecia, entrando così politicamente in rotta con gli interessi veneziani. Venezia ottenne la costa occidentale della Grecia, la Morea, Nasso, Andro, Negroponte, Gallipoli, Adrianopoli e i porti della Tracia sul Mar di Marmara. Storia della repubblica di venezia. Carlo, volendo evitare di rimanere intrappolato nel Mezzogiorno, marciò rapidamente verso nord, ma venne sconfitto il 6 luglio 1495 nella Battaglia di Fornovo e costretto a lasciare l'Italia. Nel 1337 la coalizione si allargò e Mastino non fu più in grado di tener testa ai suoi nemici: Padova tornò nel dominio dei Carraresi e Venezia il 29 settembre prese il Castello di Mestre, avanzando nell'entroterra. Liberatisi di ogni parvenza di legalità i francesi si fecero sempre più aggressivi e arroganti, minacciando apertamente di ostacolare le operazioni di riconquista delle città ordinate da Venezia. Il 10 luglio venne decretata la nascita di un nuovo organismo statale, il Consiglio dei Dieci, con funzioni di tribunale straordinario per la repressione delle minacce contro lo Stato. La morte nel 1089 di Demetrio, ultimo re croato, portò all'unione della sua corona con quella ungherese di re Colommanno: l'evento, oltre a costituire un nuovo potente vicino per i possedimenti dalmati di Venezia, rinsaldò le pretese croate sulla regione a quelle ungheresi risalenti al breve regno magiaro della dinastia orseola. Nel 1148, si instituì per il Doge la "Promessa Ducale", che doveva essere accettata nel mome… Il doge, per compensare la progressiva perdita di potere della classe popolare nei confronti dei Patrizi istituì la carica onorifica riservata esclusivamente ai Cittadini del Cancellier Grando, supremo capo dell'amministrazione statale. Il 9 aprile una denuncia segreta confermò i timori dei Dieci, che si apprestarono a reagire. La flotta ottomana viene colata a picco. In quegli stessi anni i mercanti veneziani Niccolò e Maffeo Polo strinsero i primi contatti con il Gran Khan dell'Impero mongolo Qublai Khan, corteggiato dalle nazioni occidentali alla ricerca di un'alleanza contro i saraceni che minacciavano di scacciarle definitivamente dagli ultimi avamposti in Siria. Venezia è una città che nasce sui resti di un sistema di insediamenti periferico della X Regio romana detta Venetia et Histria, che in seguito alle invasioni barbariche, già dal VI secolo, iniziarono a popolarsi di latini qui immigrati, al sicuro dagli assalti germanici, grazie alla protezione dell'Impero bizantino, dall'età di Giustiniano presente sul territorio in diverse forme amministrative. STORIA DELLA REPUBBLICA DI VENEZIA : Course code: FT0370 (AF:250763 AR:140198) Modality: Frontal Lesson: ECTS credits: 6 Degree level: Bachelor's Degree Programme: Educational sector code: SPS/03: Period: 2nd Term Aveva però dovuto ammettere in città l'insediamento di un visdomino veneziano. Come terza cosa, Pietro II strinse nuovi legami commerciali anche con gli stati musulmani d'Oriente e d'Occidente, incrementando la ricchezza commerciale della città. Lote 184357872 Per reazione, papa Gregorio II esortò il duca Orso a fornire aiuto all'esarca. ats/due del servicio gallego de salud (sergas) temario de materia s especificas. Dopo la caduta di Candia, la presenza veneziana nel Levante si era oramai ridotta alle sole Isole Ionie, ma quando scoppiò la guerra tra l'Austria e l'Impero ottomano e i Turchi giunsero ad assediare Vienna, Venezia si apprestò a combattere nuovamente nelle sue antiche acque. Lorenzo Tiepolo morì il 15 agosto 1275. Morto il doge di peste, il 21 ottobre venne nominato Antonio Venier, allora impegnato a Candia, il quale giunse in città solo nei primi giorni del 1382. Nel 1327, poi, anche le vie commerciali verso l'entroterra presero a essere minacciate dall'espansione nel Veneto della signoria di Cangrande della Scala. Nel 728 la capitale Ravenna venne riconquistata dai Bizantini aiutati dai Veneziani; l'autorità di Orso Ipato fu legittimata l'anno successivo, 728, con la concessione imperiale del titolo di Ipato. Nel 1262 i Veneziani riuscirono finalmente a intercettare la flotta genovese, battendola al largo della Morea, ma lo scontro finale si ebbe nel 1264 nella battaglia di Settepozzi, al largo della Sicilia, dove l'intera flotta de la Superba venne annientata. Il giovane, avendo per padrino un personaggio di tale levatura, mutò persino in suo onore il proprio nome in Ottone Orseolo. Nel 1352 un grande scontro tra le due flotte rivali si risolse senza vincitori, ma nel 1353 i Veneziani ottennero infine una vittoria nelle acque di Alghero, ma l'anno successivo dovettero subire la distruzione di Curzola, Lissa e Parenzo. Il 25 novembre 1471 venne eletto nuovo doge Nicolò Tron, il cui figlio, Giovanni, era appena morto segato vivo dai Turchi. Nella sua qualità di patriarca Orso si affrettò a incoronare doge il nipote Domenico Orseolo, nella speranza che, presentandosi a cose fatte, l'assemblea popolare approvasse la successione. Successivamente, le tensioni tra la fazione che appoggiava il Sacro Romano Impero, capeggiata dalla famiglia Coloprini, e quella più vicina all'impero d'oriente, appoggiata dai Morosini, portarono l'imperatore d'occidente a imporre il bando dei commerci a Venezia, mentre in città le proprietà dei traditori venivano prese d'assalto. In gennaio 1499 una corsa al prelievo fa saltare il banco Garzoni, uno dei più importanti della città. Divenuto così padrone della situazione, grazie anche all'accentramento del sistema amministrativo, Obelerio nell'805 poté dar sfogo alle aspirazioni del suo partito ponendo la Venezia sotto la tutela franca. Associazione Progetto Rialto was live. Dip.Culture e Civiltà,Università degli Studi di Verona . Nel 1350, dunque, nonostante i tentativi di mediazione del poeta Francesco Petrarca, Venezia - ripresasi in parte dalla peste - dichiarò guerra a Genova dando così inizio alla guerra degli Stretti. Gli unici successi di rilievo furono la difesa fortunata dell'isola di Corfù nel 1715 e il blocco delle incursioni nella Dalmazia meridionale. Zara venne dunque ripresa e il doge vi pose come conte il figlio Marco. firenze. La neutralità veneziana venne però violata prima dalle forze austriache in ritirata, che ripiegarono verso il Tirolo attraverso i territori della Serenissima, trovandovi le città sbarrate, e poi, il 30 maggio, da Napoleone, che attraversò in forze il Mincio per dare la caccia agli austriaci. In breve la città conquistò l'egemonia politica e militare nell'Adriatico e, fino alla Battaglia di Lepanto, in tutto il Mediterraneo, diventando pure il principale porto marittimo e centro di scambi economici. Nuovo doge fu Bartolomeo Gradenigo, il quale, già vecchio, morì il 28 dicembre 1342, mentre a Creta nuove rivolte scuotevano il dominio veneziano. Il nuovo doge Vitale Falier intervenne con maggiore decisione contro i Normanni, sconfiggendoli a Butrinto e costringendoli alla difensiva, sino a quando, con la morte del Guiscardo nel 1085 il suo esercito abbandonò le posizioni raggiunte per ritornare in Puglia. Il doge morì nel 1674. L'abdicazione dello Ziani consentì l'elezione a doge del suo ex-collega di congiura Orio Mastropiero, il quale, come primo atto, emanò la Promissione dal maleficio, compendio delle leggi vigenti e revisione delle pene. I veneti in rivolta nominarono così autonomamente il proprio duca, nella persona di Orso Ipato[7]. English (US) Español; Français (France) 中文(简体) Nell'809 i Bizantini poterono così utilizzare liberamente la Venezia come base per le loro operazioni contro i Franchi. Nel 452 l'arrivo degli Unni distrugge Aquilea e le altre città del Veneto spingendo una moltitudine di profughi a cercare riparo nelle isole lagunari. Nel 1279, per aumentare l'efficienza del governo, venne per la prima volta accresciuto il numero dei membri del Consiglio dei Pregadi con la creazione di una Zonta. I successi ottenuti vennero però annullati dall'effetto degli scontri occorsi il 10 ottobre 1372 a Famagosta, capitale del Regno di Cipro, in occasione dell'incoronazione di Pietro II di Lusignano, che portarono alla Guerra con Genova. Tommaso Mocenigo fu l'ultimo doge ad agire nel nome del Commune Veneciarum. Architetti famosi e già impegnati nei vari cantieri edilizi cittadini come Jacopo Sansovino, Andrea Palladio e il Vignola, presentarono progetti di approccio classico, con diverse arcate, che non furono giudicati adatti alla situazione, venendogli preferito il progetto di Antonio da Ponte, del quale venne avviata la realizzazione. Il Doge Pietro Tribuno, nipote di Pietro Tradonico, il quale nel 900 si trovò ad affrontare l'invasione degli Ungari che, approfittando del caos in cui erano sprofondati in quell'epoca i domini dei Franchi, avevano preso a compiere scorrerie nell'Italia nord-orientale, sconfiggendo persino l'imperatore Berengario. Il dogado di Giovanni Pesaro si aprì nel 1658 e fu segnato dalla firma in Europa del trattato dei Pirenei per porre fine alla guerra tra Francia e Spagna, consentì a Venezia di ricevere nuovi aiuti dall'Occidente. Nel 1523 venne eletto doge Andrea Gritti, distintosi come comandante militare all'epoca della guerra della Lega di Cambrai. Il tradimento di un congiurato mise però sull'avviso il doge, che si trovò così preparato al giorno prefissato della congiura. Questa situazione di crisi religiosa venne brillantemente superata, però, quando giunse a Venezia il 31 gennaio 828 il corpo di San Marco, trafugato da Alessandria d'Egitto dai mercanti venetici Bon da Malamocco e Rustego da Torcello: il possesso di una simile reliquia risollevò infatti il prestigio della chiesa di Venezia, annullando le velleità di riunificazione di Lotario. This is a reproduction of a book published before 1923. I mercanti veneti si fecero così intermediari di una possibile alleanza ripartendo nel 1266 dalla Cina con l'incarico di portare un'ambasceria del Khan a papa Clemente IV per una possibile introduzione del Cristianesimo in Cina. L'8 agosto del 1122, dopo aver nominato come reggenti il figlio e il nipote col titolo di Venetiarum Praesides, il doge salpò verso oriente piombando quindi lungo il tragitto sulla bizantina Corfù, che resistette però all'assedio. Il complesso di questi vasti domini insulari e costieri venne a costituire quello che i veneziani chiamarono lo Stato da Màr (cioè lo "Stato marittimo"). Presa Eleusi, venne brevemente conquistata anche Atene, la cui Acropoli fu stretta d'assedio dai veneziani dal 23 al 29 settembre: il tempio di Atena Nike fu demolito dai Turchi per costruire un bastione difensivo, mentre il Partenone, utilizzato come deposito di munizioni, esplose la sera del 26 settembre, colpito da un colpo di mortaio. Fu dunque doge Pietro Loredan, il quale nel 1568 si oppose al papa, che chiedeva l'espulsione dei non cattolici dai territori della Repubblica. Nel 1533 una squadra navale turca presentatasi improvvisamente all'ingresso del porto di Candia venne distrutta dai Veneziani, costituendo il preludio per una nuova guerra con la Sublime Porta: nel 1537 dunque, il sultano Solimano il Magnifico attaccò le colonie veneziane conquistando Corfù, Clissa, Syra, Stampalia, Patmo, Nasso, Andros, saccheggiando Egina, assediando Nauplia e Monemvasia e minacciando Creta. Scoperti, i congiurati vennero però arrestati e impiccati. Il governo, pur arroccandosi su posizioni rigidamente conservatrici, non seppe fornire un'efficace reazione alle istanze di rinnovamento, né a soffocare completamente il malcontento, esteso in particolare alle classi medie, causando una diffusa insicurezza nella classe aristocratica, timorosa dello scoppio di rivolte giacobine, che in realtà non si realizzarono mai. Giovanni reagì allora nell 883 assaltando e distruggendo Comacchio, restituendola poi - fortemente ridimensionata - al papa. Morto Giulio II il 21 febbraio 1513, Venezia passò dunque dalla parte dei francesi, che riuscirono così a riprendere Milano, mentre i tedeschi dilagavano nuovamente nel Veneto. Le tensioni per l'approvazione del provvedimento crebbero all'indomani della disastrosa sconfitta nella battaglia di Curzola dell'8 settembre 1298, cui seguì il nuovo massacro dei coloni veneziani ordinato dall'imperatore di Costantinopoli. La flotta veneziana conquistò così Smirne, ma ben presto il dogado del Dandolo venne funestato dapprima dalla ribellione di Zara (1345-1347), subito ripresa, e poi, nel 1348, dal diffondersi della peste nera giunta in Italia a bordo delle galee genovesi di ritorno da Caffa, assediata dai Tartari. Si attuò una riforma fiscale per ridistribuirne la pressione sui cittadini e vennero aboliti i dazi interni, mentre si cercava di rivitalizzare i commerci agendo contro i pirati barbareschi, colpiti con una spedizione nel 1766 contro Tripoli che costrinse il signore locale a stringere accordi commerciali con la Repubblica. Lo scoppio in Europa della guerra dei Sette anni permise frattanto un rafforzamento della ripresa economica che rafforzò ulteriormente l'ala conservatrice del Maggior Consiglio. Storia della Repubblica di Venezia. Il nuovo doge, Marco Corner, si prodigò per il ripopolamento della colonia di Creta, gravemente danneggiata dalla rivolta.